giovedì 21 giugno 2012

Al parco


Una delle cose che apprezzo di più dell'essere in maternità è la libertà di fare lunghe passeggiate al parco con Cookie a qualsiasi ora del giorno.

Godersi il sole estivo e l'aria del mattino al parco è bellissimo. A parte questi giorni che l'afa di Roma ci costringe ad uscire di casa verso le 7:30 per tornare alle 8:30 con l'impressione che la mattinata se ne sia già andata.

Dicevo, è bellissimo soprattutto perché mi ha introdotto in un mondo che non pensavo esistesse.

Oddio, in effetti, le coppiette ci sono sempre state, e un tempo molto lontano anche io ero una di loro.
E si dividono sempre in due categorie. Quelle con l’ormone impazzito, che si vede che stanno  insieme da poco, perché non fanno altro che fare petting a cielo aperto, incuranti di chiunque passi a fianco.
E quelle in crisi. Le riconosci perché i due stanno seduti sulla panchina ben distanziati e non si guardano nemmeno negli occhi. Lei, ha sempre la stessa faccia. Fissa l’orizzonte con fare scocciato e con la mano si regge la testa protesa in avanti. Lui, invece, o ha lo sguardo perso, oppure cerca di riacciuffare lo sguardo di lei farfugliando qualcosa unendo le mani in forma di preghiera.
Ovviamente la seconda tipologia mi intriga di più. Le scuse di lui in particolare. E che volete, da Beautiful in poi siamo tutti in cerca di storie d’amore pazzesche.

Poi ci sono i nonni con i nipoti, o la babysitter con il nanetto affidatole, o le mamme con i figli (soprattutto quelle che spingono la navicella, come me, in maternità). Merce rara, i papà con i figli, e quasi sempre maschi.  
Sono particolarmente incuriosita da un gruppo di mamme straniere con pargoli al seguito che si ritrova tutti i giorni alla stessa ora davanti ai giochi. Chissà come si sono conosciute. Magari c’è un sito internet  su cui si danno appuntamento. Bah, un giorno glielo chiedo, che basta fare le timidone.

Ci sono i vecchietti in coppia che fanno la passeggiata, e che ammiro e adoro sperando di essere come loro un giorno. In particolare, c’è un vecchietto con cui sono perfettamente sincronizzata. Tanto che se qualche giorno non lo vedo mi preoccupo. E secondo me, pure lui per me.

Le donne che fanno powerwalking – pare si dica così quando cammini un po’ più sostenuto - sempre in coppia, sempre con l’aria da maratoneta di NewYork, o da struscio a Portofino con tanto di occhiali da sole enormi, vestite di tutto punto ma con le scarpe da ginnastica ai piedi.

I runners – ovvero gente che corre, o, come si diceva negli anni novanta, fa ‘jogging’ - vestiti da professionisti, che si alternano a qualsiasi ora del giorno. Sono quelli che mi fanno più invidia perché:

a)     io adoro correre, ma la Dotti ancora non mi ha dato il permesso (speriamo lo faccia presto che ho le scarpette a prendere polvere) e ho ripiegato su un paio di scarpe da ginnastica ‘instabili’ nel senso che sono fatte per modellare il fisico camminando. Vi dirò, non ero una grande fan, ma queste che ho, le Easytone+ della Reebok sono davvero efficaci.
b)     lavorando, per correre ho due alternative: puntare la sveglia alle 6:30, o correre in palestra in pausa pranzo per correre sul tapis roulant, congiunzione ‘professionale’ permettendo. Cosa che non mi capita spesso, se non fuggendo come una ladra dal lavoro per rientrarvi senza che nessuno se ne accorga un’ora dopo…    

Poi, siccome il mio parco ha anche un laghetto al centro, ci trovo sempre qualcuno che fa canottaggio. La mattina presto i signori un po’ più in là con l’età, che stanno messi centomila volte meglio di me, quanto a prestazione fisica. Vicino all’ora del pranzo, donne in tuta professionale e uomini a petto nudo, alcuni dei quali che, beh, se Cookie non avesse preso a mangiare per quell’ora, sarebbe il suo momento preferito per fare la passeggiatina, vero amore di mamma?

E concludo con gli immancabili. I gggiovani che hanno fatto sega a scuola. E stanno lì sul prato a giocare a pallone, a farsi le canne, oppure in coppia a fare quello di cui sopra…

Eh,  chi lo avrebbe mai detto che c'era tutta questa vita al parco, mentre ero inchiodata alla scrivania 10 ore al giorno.
Come farò a tornarci alla scrivania ora che l’ho scoperto.

Ovviamente il parco di quartiere, mi ha anche costretto a rivedere spesso qualcuno…ma questo ve lo racconto un’altra volta, che le conversazioni di cortesia tra chi è stato tanto importante meritano un post a parte.




6 commenti:

  1. bello questo racconto del parco!!! :) mi sembrava di essere li..

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  2. Ciao e piacere di conoscrrti sono mamma di due gemelle ormai hanno tre anni e mezzo ma sapessi quante passeggiate ho fatto ai giardini per ben tre anni finché non é arrivsto l'asilo,un abbraccio se hai bisogno sai dove trovarmi

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    1. ciao! che piacere! Due gemelle al parco è dura, eh? un abbraccio anche a te

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  3. Ciao e piacere di conoscrrti sono mamma di due gemelle ormai hanno tre anni e mezzo ma sapessi quante passeggiate ho fatto ai giardini per ben tre anni finché non é arrivsto l'asilo,un abbraccio se hai bisogno sai dove trovarmi

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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