giovedì 2 luglio 2015

di verifiche ed ispirazioni

Mi rendo conto che nella vita di ogni giorno sono spesso persa. Persa in mille piccoli affanni. Accompagnare mio figlio a scuola, essere a lavoro in tempo, smettere di lavorare ad un orario decente per passare del tempo con le mie grandi passioni, gli amori della mia vita: mio figlio e mio marito.

Mi rendo anche conto, quando mi fermo un secondo, che nella vita di ogni giorno manco di una visione d'insieme. Dove mi sta portando tutto questo? Cosa voglio fare di me stessa? Ho quello che voglio veramente? Se finisse domani, ho fatto della mia vita il mio personale capolavoro?

Quando penso ai miei affetti, la risposta è sì, ma con margini di miglioramento.

Quando invece penso a me, come individuo, non ne sono tanto convinta.

Non prendete quello che ho appena detto come una nota negativa sulla mia esistenza. Tutt'altro.  Questi momenti di verifica con me stessa sono sempre positivi. Mi tengono ancorata alla profonda convinzione che posso fare di più.

Mi hanno spinto negli anni a fare tanto, a vagare molto, a cercare di meglio.
A rimanere con gli occhi aperti, a trovare ispirazione nelle vite che mi circondano.

Ieri, ad esempio, sono rimasta a bocca aperta davanti a questa immagine.

Il bambino studia alla luce del lampione, foto simbolo della lotta per un sogno

Sicuramente da quando ho un figlio immagini di bimbi come il piccolo Daniel, mi entrano nell'anima dalla corsia preferenziale, ma non è solo questo.

Per quelli di noi che sono convinti che dobbiamo pretendere di più da noi stessi, che in momenti duri, i sogni e i nostri obiettivi sono la nostra salvezza, questa foto ci identifica e ci ricorda che è ancora così. Non occorre essere bimbi per sognare o per porsi degli obiettivi. Occorre semplicemente farlo, e crederci duramente anche quando non abbiamo che una luce di un lampione per farli brillare.

Io non so se arriverò mai ad un punto della mia vita in cui la verifica con me stessa risulterà in un bel 10 e lode. Ma voglio pensare che se non succederà, è perché posso fare ancora di più, o posso aiutare qualcun altro, come mio figlio, a fare di più, ad essere una versione migliore di se stessi.

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