venerdì 27 aprile 2012

Rooming in or out?

Del mio parto ormai ho detto abbastanza. Un cesareo. Con un post-operatorio molto tosto. Tanto per capirsi, il parto cesareo ti riserva il dolore per il dopo. Come qualsiasi operazione.

Ciò nonostante, al grido di "sono giovane e forte, ce la posso fare" ed eccitatissima per la nascita di Cookie - perché certe pazzie le fai solo sotto l'effetto di talune medicine o di ormoni gravidici - ho deciso di tenere il bimbo in stanza con me durante la degenza in clinica (rooming in). Una clinica che non lascia spazio a ripensamenti, visto che il nido non ce l'ha e il personale ti spiega una volta quello che devi fare per curarti il bimbo, poi però te la vedi tu. Notte e giorno.

Dirò subito che non me ne sono pentita assolutamente. Anzi, una volta tornata a casa ero tanto abituata a fare tutto che non ho risentito del fatto di trovarmi da sola con Cookie. 

Ma avrei voluto affrontare questa scelta con maggiore razionalità. Perché il post operatorio a botte di ossitocina e calmanti incide non poco sulla tua mobilità e presenza a te stessa. 

E allora ecco che ogni volta che ti devi alzare per correre dal piccolo urlante, ti sembra di dover fare uno sforzo incredibile con la leggerezza di un equilibrista, visto che la ferita ce l'hai e non puoi fare sforzi. 

Sempre che riesci a capire il motivo del pianto. Per te è la prima volta, ma lui è venuto al mondo solo cinque minuti prima e non capisce niente di quello che gli succede. Tutto istinto il suo, anche le lacrime. 

Mi ricordo di aver passato la prima notte a calmarlo, provandole tutte. Attaccarlo al seno - cambiargli il pannolino - coccolarlo - cambiargli posizione. Tutto. Finché esausta, non l'ho lasciato piangere nella culletta fino a quando non si é assopito da solo. Eh, sì, non sono un ottimo esempio. E vi dirò anche che ho pensato di essermi cacciata in un bel guaio.

E poi l'ansia perché perdeva sempre più peso e io avevo difficoltà ad allattarlo e dovevo dargli l'aggiunta di latte artificiale con una siringa senza ago. Che al pediatra avrei voluto dire: "ma a uno nato da due minuti vogliamo davvero fargli assaporare il gusto della tortura? Ecchecavolo, aspettiamo un attimo, no? Datemi fiducia!!". Tanto Cookie questa aggiunta non la prendeva, mica scemo.

Per gran parte dei giorni passati in clinica non ho mai dormito, nonostante la Dotti continuasse a dire che avevo subito un'operazione e dovevo riposarmi. Anche a lei, che tanto mi aveva consigliato il rooming in, avrei voluto rifilare qualche battutaccia, ma era stata troppo brava per meritarselo. 

Durante le notti insonni, però, il rooming in mi ha regalato momenti molto dolci. Cookie nella penombra passava il suo tempo a osservarmi, scrutarmi e vicino a me si calmava. Non mi sono mai sentita così necessaria e, allo stesso tempo, lusingata da tanta attenzione.

Tutto questo per dire che io alle donne alla prima gravidanza consiglio il rooming in. Anche in caso di parto cesareo, ma è dura.

Al secondo però, visto che sarà un parto cesareo, sceglierò un posto con il nido. In quel caso dovrò riposarmi dal parto e da Cookie, data la carenza di sonno di cui soffro da un mese a questa parte... 


6 commenti:

  1. Gia pensi al secondo???? Ottimo vuol dire che stai vivendo tutto benissimo!!!
    Proprio oggi in macchina riflettevo su questo: i pro e i contro di avere il bimbo fin da subito in camera. Dove partorirò, ovvero dove dovrei partorire, il bimbo te lo lasciano subito: no nido!! e questo da una parte mi piace molto. Quando è nato il Nanetto ero sempre al nido a guardarlo e se potevo a prenderlo in braccio. E poi se sta con te sei più tranquilla, sai che sta bene, se piange ci si tu. Al nido se piange che fanno????
    Assolutamente rooming in!!!

    Moonlitgirl

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma non è che partorisci nel mio stesso posto??? A Roma nn ci sono molti posti senza nido... Ma quanto manca???

      Elimina
  2. coraggiosa! io invece feci il parto naturale ma mandai Dede al nido tutta la notte così ho dormito! me lo sono ripresa la mattina alle 6...però dalle 22.30 alle 6.00 ho dormito e mi sono riposata...e non mi pento perchè la notte del parto non ho dormito nulla... :) anche al prossimo lo manderò al nido la notte...ci vuole un pò di riposo alla mamma anche perchè non solo deve riprendersi dal parto ma deve prepararsi al rientro a casa!
    Tu sei stata forte e coraggiosa, complimenti!!! :)
    ma una foto di cookie??? anche solo un pezzettino? io sono curiosaaaa!
    ciao ciao

    RispondiElimina
  3. Certo col cesareo dev'essere tutto un pò più duro...Anche se i miei 12 punti di episiotomia qualcosa di atroce lo avevano..
    Comunque se ti può interessare io approvo al 100% in rooming in. Sono fermamente convinta che un bambino appena nato non abbia bisogno di altro che dell'odore e della pelle della mamma. Di sentire che è arrivato in un mondo buono. Ci sarà tempo per "educarlo" e non viziarlo...
    Il che aiuta notevolmente 1) la produzione del latte 2) ad avere un bambino più tranquillo e rilassato quando lo porti a casa.
    Mi associo all'appello di Cì...fotina piccina! Almeno la testa da dietro!

    RispondiElimina
  4. ciao,rileggendo questo post ho vissuto nuovamente tutte le emozioni che hai riportato, ma anche le fatiche. Anche il mio bimbo è nato con il parto cesareo (a lui in pancia piaceva stare in piedi e non a testa in giù) e visto i dolori e la stanchezza del "dopo" è stato complicato anche il rooming in, dal momento che riuscivo a dormire un'ora a notte e basta. Alla fine ho ceduto, e ho chiesto di portarlo per una notte alla nursery. Mi sono ritrovata anche in quello che dici nel tuo ultimo post, quando appoggi il tuo bimbo sulla pancia, vicino al cuore. Pensa che il mio piccolino (che ora ha quattro anni) mi chiede ancora di stare in quella posizione per addormentarsi, anche se il peso non è più lo stesso di una volta. A presto e tanti auguri.

    RispondiElimina
  5. Io sono assolutamente a favore del rooming in. Dove ho partorito io non sono c'era il rooming in, ma addirittura ti invitavano a metterti il cucciolino nel letto con te se facevi fatica a tirarti su per prenderlo (cosa che ho fatto in parte delle prime notti in ospedale). Però se chiedervi un paio d'ore di libertà e di riposo dal piccolo, te le concedevano senza problemi. A parte il limite del sovraffolamento da struttura pubblica, io ho trovato questa gestione del neonato e della mamma fantastica.Cercavano il più possibile di rendere da subito il contatto mamma-bambino il più naturale possibile. Poi conosco mamma che hanno partorito nella mia stessa struttura e non sono state altrettanto felici. Dipende un pò dall'indole e dall'adattabilità di ciascuno di noi, credo.

    RispondiElimina

commenti biscottosi...