lunedì 24 giugno 2013

tutta la verità sull'essere genitore

Qualche sera fa ho scambiato due chiacchiere con una persona che legge il mio blog (come io il suo) e mi ha colpito qualcosa che ha detto (o non detto) tra le righe a proposito di questo post:

"quello che hai scritto un po' mi ha spaventato"

Trattandosi di un lui, ho pensato che il mio sfogo potrebbe averlo demoralizzato nella scelta mai banale di diventare genitori.

Allora ho pensato di fare un po' di chiarezza sul modo in cui io vedo tutta questa storia dell'avere un bambino, tentando di essere il più fair possibile.

Punto primo, sì, crescere un bimbo è un lavoro duro, che spesso si somma a quello che svolgi per guadagnarti da vivere. 
Perché devi occuparti in tutto di un altro essere umano, che piange, spesso non dorme la notte, rompe. Soprattutto rompe, e manco poco. E per qualsiasi cosa. 
E, sì, questo fatto che rompe-piange-nondorme mette a dura prova il tuo sistema nervoso con conseguenze sul tuo lavoro, la tua vita di coppia,  la tua vita sociale (si scrive così vero? che non me lo ricordo più... dai, scherzo).   
Ah, e poi lo devi educare, anzi, meglio, sei responsabile della sua educazione. Per farvi capire la differenza, se  un domani il nanetto si mette a urlare/menare/fare il pazzo, ovviamente la colpa è della tua incapacità di essere genitore, chiaro. Non esistono bimbi bravi o cattivi, solo genitori/educatori capaci o incapaci. Vaglielo a spiegare che tu saresti pure uno equilibrato, che si impegna e che non ci puoi fare nulla se a tuo figlio prendono i cinque minuti ogni tanto.

Comunque, se alla fine della fiera hai fatto un lavoro dignitoso come genitore, il nanetto sarà conscio di quanto hai rinunciato investito su di lui/lei e te ne sarà grato. 

Oppure no. 

Ed è qui che è diverso dal lavoro normale, non ti importerà moltissimo. Continuerai comunque ad amarlo, accudirlo, tollerarlo, sempre. E in molti casi (quelli di ordinaria amministrazione) tenterai anche di giustificarlo. Ho detto 'tenterai', perché francamente se si comporta male, si comporta male punto. 

Perché quel piccoletto, che un giorno sarà più alto di te, ti ha cambiato la vita. Per sempre. E in meglio.
Perché quel sorriso da delinquente che ti elargisce ogni volta che ti guarda negli occhi, quel modo di venirti incontro a braccia aperte quando torni a casa la sera, quel suo modo di spalmarsi su di te per farsi coccolare, quel bacio umidiccio dopo averti preso il viso tra le mani, quello sguardo interessato ogni volta che tenti di insegnargli qualcosa, fosse anche solo a dire 'GOOOAAALLL' con le braccia tese in aria, beh, tutto questo ripaga di tutto e da un senso a tutto. 

Se chiedete a me, qualche anno fa un bimbo non lo volevo proprio. Non ero proprio pronta, perché pensavo che mi avrebbe peggiorato la vita. No, davvero, la vedevo come una cosa troppo impegnativa, fisicamente e mentalmente. 

Poi, così di pancia (e dopo diversi discorsi con il Papà che la scelta è sempre a due), ho deciso di farlo. Di provare. 

Oggi posso dire che la nascita di mio figlio è sta la cosa migliore che mi potesse capitare. Mi ha messo davanti a tutte le cose che non andavano nella mia vita e mi ha costretto ad affrontarle, valutarle, mollarle. Allo stesso tempo è  una grande fonte di ispirazione, perché tutto quello che progetto e che immagino inevitabilmente lo faccio pensando a lui, a quello che è meglio per lui. 

Non devo dirvelo io come sono i progetti ispirati da un grande amore, e le persone che li immaginano, vero?  

Allora, ecco. Ci sono giorni tristi in cui ho bisogno di sfogo e lo scrivo. Ci sono giorni belli in cui quei progetti e quell'amore hanno bisogno di celebrazione e lo scrivo. Nel mio blog ci sono entrambi, perché bisogna avere consapevolezza di entrambi. Niente è tutto bianco e niente è tutto nero, e questo vale anche per il rapporto con i propri figli.

10 commenti:

  1. everything has an UPside and you can take the time to meet the Brussels based bloggers ! :)
    anni

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  2. E' normale avere, da mamma, momenti di sconforto. A dire il vero ultimamente per me più che momenti sono giornate intere di sconforto e di battaglie con mio figlio di 5 anni. Ma lui ed il fratellino sono la fonte della mia gioia, il battito del mio cuore, il motore dei miei pensieri. Questo non è in discussione, ma a volte essere mamme è molto faticoso e sarebbe ipocrita nasconderlo..

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    1. sì che è dura e ci riempiono intere giornate di sconforto. Penso che l'unica soluzione sia sfogarci fino a non poterne più e poi ricominciare di nuovo.

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  3. Avere un figlio è molto impegnativo, è una grande fatica fisica, un enorme impegno psicologico, ma tutto ciò è la parte minore. Più importante è che, quando va tutto bene per lui, hai una felicità che ti fa esplodere e, quando per lui va male, hai un dolore che ti fa impazzire.
    Mila

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    1. Davvero, è l'amore più generoso che ci sia. D'altronde nessuno si pente mai di aver avuto un bimbo...

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  4. Per una serie di concause sia mio marito che io stiamo vivendo un periodo stressantissimo e non sopportiamo più nulla che ci contrari anche di poco...beh questo post cade a fagiuolo...quando stiamo per scoppiare non ci resta che volgere lo sguardo alle due creature che abbiamo generato e con un sospiro ci diciamo, vabbè anndiamo avanti che qualcosa di buono c'è ancora, anche se è proprio quel qualcosa che ti porta allo stremo della sopportazione...

    p.s. non credo sia il monitor del pc ma i caratteri del tuo blog sono un po' difficili da visualizzare con buona risoluzione...
    una abbraccio da una che vorrebbe espatriare ma....
    Susanita72

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    1. in che senso li vedi male? Se mi dai qualche altra indicazione cerco di modificarlo. Grazie mille!!!

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  5. Parole verissime!
    Sono una bilancia, tanta fatica, tanto ricambiano semplicemente perché ci sono. Con i loro pregi e i loro difetti, con le febbri, i pianti, i capricci, le parole storpiate, i processi mentali tutti loro, la loro capacità di farti rimettere in discussione.
    Prima di lui ero felice, ora lo sono in modo diverso, ho capito che la felicità non è fatta di cose, di fare, di desideri ma semplicemente è fatta di quotidianità. È questa meravigliosa lezione me l'ha insegnata un nano alto meno di un metro, senza dirmi nulla, senza spiegarmi alcunché ma solamente venendo al mondo e crescendo con e grazie a me e al suo papà.

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    1. è bello quello che hai sottolineato, che anche prima eri felice e che ora lo sei in modo diverso. Mi sento così anche io...

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commenti biscottosi...