mercoledì 25 settembre 2013

She-bam

Fin da piccolina ho sempre avuto una vera passione, al limite dell'ossessione, per la danza.

Che non è il tutu bianco latte, né le scarpette rosa con la punta dura, tantomeno quella cipolla stretta stretta e intrisa di gel che rappresenta l'acconciatura standard.

Io amo proprio la danza, nel senso del movimento, del volteggiare leggere sul palco, in un saute de basque perfetto, dove la gravità sembra non esistere. Quelle elevazioni con il collo del piede piegato quasi ad uncino più che a punta.

Tanta la passione che a 8 anni ho convinto i miei genitori ad iscrivermi ad una scuola di ballo con la promessa che avrei continuato le lezioni di nuoto, anche se si fossero accavallati i giorni. Sto nuoto, croce della mia giovinezza. Mia mamma me lo ha imposto fino a che non sono andata al liceo. In realtà fino a quando un istruttore non le ha fatto capire che davvero non mi piaceva andare in piscina. Certo, oggi nuoto come un pesciolino e le sono grata, ma è anche vero che ogni volta che mi butto in una piscina sento di nuovo quello stress addosso, quell'ansia di dover fare qualcosa a tutti i costi.

Comunque, se mia mamma era testarda, io più di lei, e per tre anni ho fatto sia nuoto che danza, il giovedì pomeriggio addirittura tutti e due. Sì, si accavallavano. La mia solita fortuna. Praticamente andavo a 'smontare' la bella cipolla, sciogliendo quel kilo di gel che avevo in testa nel cloro della piscina. Una mano santa. Per i miei capelli, ovviamente.

Quanto mi piacevano quelle lezioni. Quella sbarra, la pece, le mie scarpette. Ricordo ancora il primo saggio di danza in un teatro vero: le luci, il trucco, le coreografie, quella paura di sbagliare e quella voglia di esibirsi davanti a tutti che facevano battere forte il cuore.

Sentivo di aver realizzato un sogno.
Che è durato veramente poco, ahimè.

Sì, perché fra me e la professione di ballerina a cui aspiravo c'era un piccolo - anzi - grande problema: il mio peso.
Eh, ero ciccionissima per fare la ballerina. Del tipo che più che un bimba con il tutu sembravo un foca con il tutu. Con le guanciotte, agguerrita nell'imparare, con un discreto senso del ritmo, ma con una corporatura assolutamente inadeguata.

Beh, il mio amore per il cibo cozzava proprio con il mio avvenire da étoile. Per dire, al saggio, quando le altre ricevevano i fiori, a me davano da mangiare le pizza rossa unta e bisunta.
Immaginatevi la scena: venti bambine esili che uscivano dal teatro con in mano i mazzi di fiori portati dai parenti - perché cari Mamma e Papà si regalano i fiori dopo un saggio - e poi io, che addentavo compiaciuta la mia pizza.

Questo sogno infranto mi ha colpito, e per tanto tempo non mi sono più iscritta ad alcun corso che includesse una coreografia.  
Semplicemente non mi sono più sentita adeguata. Al contrario, assolutamente scordinata e non portata per alcun passo di danza. Ciò nonostante il tempo da vero galantuomo mi abbia regalato una figura più snella e agile.
Semplicemente, immaginavo di entrare in una stanza e di sentirmi gli occhi addosso al primo sbaglio.  E allora mi sono buttata solo su sport di resistenza o corsi con esercizi statici.

Finché un'amica un pochino più testarda di me non mi ha spinto ad una lezione dal  nome assurdo: She-bam. Praticamente una wanna-be Beyonce che per un'ora ti fa coreografie d'inspirazione latina-pazzoide improbabili e che a vederle dal di fuori mi farebbero morir dal ridere. 

Mentre ero lì che tentavo timidamente di seguire, ripiegata ovviamente in ultimissima fila, ho fatto una cosa che non avevo mai fatto prima: mi sono guardata intorno. 

E ho visto la signora attempata che sembrava seguire un corso di ginnastica dolce piuttosto che una zumba rivisitata, la ragazzetta sovrappeso assolutamente fuori tempo e la sua amica che si dimenava come una pazza. E tutte si divertivano e basta. Non gliene poteva importar di meno del giudizio degli altri.

Ecco io in quel momento ho sentito che potevo fare tutto, anche sentirmi una ballerina, se mi faceva stare bene. Mi sono ricordata che le passioni sono anche quelle in cui non necessariamente eccelliamo, ma che sono in grado di nutrire il nostro umore e le nostre ispirazioni. Che possiamo goderne se ce le viviamo  punto, in barba al giudizio degli altri. Anche chi se li fila sti altri. C'avranno di meglio da fare che ridere di me, no?

Ovviamente dopo la lezione, scatta sempre il pasto-ricompensa. Che certi piaceri non si abbandonano mai.

Invece, per sentirmi un'étoile, faccio l'unica cosa che ha senso: mi concedo uno spettacolo di balletto ogni tanto da seguire con sguardo clinico ed incantato. Innamorato.

6 commenti:

  1. benvenuta nel club...noi amiamo zumba....e io lì mi sento una show girl...e poi qui in mezzo al deserto, dove i miei amati happy hour sono banditi, dove non esiste nemmeno un localino ino ino.....ritrovo grazie a zumba una parte di me, quella della mia vita precedente. Mi è sembrato un buon compromesso per non permettere a qs vita di cambiarci troppo.

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  2. io sarei curiosa di provare... ma sono la scordinazione fatta persona :(
    ho un pò di timore...

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  3. io sarei curiosa di provare... ma sono la scordinazione fatta persona :(
    ho un pò di timore...

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  4. "le passioni sono anche quelle in cui non necessariamente eccelliamo"...mi piace molto, stavo pensando la stessa cosa proprio oggi!

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  5. Ma che bellezza!!! Sta succedendo un po'la stessa cosa a me al corso di teatro. Solo che oltre a divertirsi sono tutti bravissimi!

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  6. just stopping by for a few seconds to say 'hi'!
    anni

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commenti biscottosi...