martedì 4 dicembre 2012

fare il datore di lavoro

Una settimana a far finta di non pensarci, a godermi un po' di questa finta normalità. Invece ci pensavo eccome. E mi sentivo in colpa. E mi ripetevo in testa questa giustificazione "talvolta nella vita devi fare anche cose che non ti piacciono, non hai scelta".

Vedete, io proprio non sapevo come dirlo a E. che il nostro rapporto di lavoro si sarebbe concluso. Che quell'oasi di tranquillità che ci eravamo regalate sarebbe finita. Io sicura di lasciare Cookie in buone mani, lei serena di aver trovato una casa invece che un lavoro.
 
Non so voi, ma quando devo dire qualcosa a qualcuno tendo sempre ad immedesimarmi, a concentrarmi sulla reazione che avrei io al suo posto. In questo caso, io ci sarei rimasta molto male, del tipo che avrei reagito di pancia, prendendomela. Che io sono giusto un pochetto impulsiva e drammatica. Atteggiamenti che non fanno bene quando c'è di mezzo un nanetto di 8 mesi.
 
Capite bene allora tutta la mia ritrosia nell'affrontare la situazione.
 
Alla fine - grazie soprattutto al Papà che è la parte razionale del gruppo - glielo abbiamo detto e basta, seduti sul divano tutti e quattro.
 
Lei ci ha guardato con quegli occhi verdi grandi e ha detto "Posso dire solo che io sono contenta per voi, è una grande opportunità. Per me sarà difficile trovare qualcos'altro in questo momento di crisi. Ma soprattutto lasciare Cookie, che è il mio amore".
 
Non so che ne pensate voi, ma trovo che sia una reazione di grande dignità e, per me, una conferma di aver aperto le porte di casa ad una donna molto intelligente e forte, oltre che molto brava nel suo lavoro. Penso che sia una reazione di chi la vita sa prenderla come viene, che in quella situazione ci si è trovata milioni di volte e sa che è solo una fase verso qualcosa di meglio.
Credo che la me piagnucolosa ed eccessivamente drammatica si sia beccata una bella lezione di vita, da chi in fin dei conti la vita se l'è sempre guadagnata affrontandola di petto.
 
Ora sto spargendo la voce con chiunque cerchi una persona brava a cui affidare parte della propria vita, casa, affetti. Nel frattempo, ci abbiamo pensato e le abbiamo chiesto di aiutarci nel trasloco, in modo tale da consentirle di trovare qualcosa con più calma.
 
Fosse per me (e anche per Cookie), non la lasceremmo andare via... 



6 commenti:

  1. Una persona affidabile e' cosa rara ai giorni nostri,vedrai che non tarderà a trovare altre opportunità, anche perché per molte famiglie e' indispensabile avere qualcuno, soprattutto se si hanno figli.

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  2. Speriamo che E. possa trovare una buona famiglia che le vuole bene come voi!!!

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  3. Puoi farle una lettera di referenze...

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  4. Anch'io ho fatto il datore di lavoro per un po' di anni, proprio come te. Ne ho avute tre, tutte in gamba, ma con una si è instaurato un feeling speciale. E quando l'esperienza finisce resta un vuoto. Aiutarla a trovare un'altra bella famiglia è un ottimo modo per colmarlo.

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  5. Capisco entrambe le parti, ma la cosa bella è il modo in cui vi siete "lasciate", si nota davvero un grande rapporto di stime e fiducia. Quando lavori con le persone so il significato di distacco... non solo si perde il posto di lavoro ma anche gli affetti di una persona, specie quando si tratta di bimbi. Spero che possa presto trovare un lavoro e auguro a voi una bellissima esperienza nella vostra futura nuova vita!

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